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Provincia  di Varese
Cadegliano - Viconago
  LO STRETTO DI  LAVENA..  
 

 
  VISTO  DA  VICONAGO..  

Viconago fece parte del feudo di Valtravaglia, che fu concesso al conte Franchino Rusca, nel 1438,

da Filippo Maria Visconti. Dal 1583 il territorio passò al casato Marliani,

perché compreso nel feudo delle Quattro Valli, squadra di Valle Marchirolo.

Secondo le risposte ai 45 quesiti del 1751 della II giunta del censimento,

 il comune era infeudato a Giovanni Emanuele Marliani,

cui corrispondeva per censo comitale ogni anno 100 lire e 16 soldi imperiali,

oltre a 75 lire di dazio. La giurisdizione spettava al podestà feudale residente a Luino,

alla cui banca criminale si prestava giuramento.

Al podestà si pagavano annualmente 7 lire e 10 soldi imperiali.

 La comunità di Viconago era composta anche da altre piccole terre,

 cioè Doneda, Cadegliano Gaggio, Argentera, Avigno e Campagna di Sotto.

Queste formavano un solo comune sotto il console di Viconago. Viconago,

in quanto facente parte della pieve di Valtravaglia, era stata gravata di una spesa straordinaria.

Pertanto chiese il riconoscimento della qualità di terra separata dalla pieve di Valtravaglia,

come appare da una lettera di Lodovico Maria Sforza del 14 dicembre 1495,

confermata da un'altra del duca Francesco II Sforza Visconti del 24 novembre 1522.

Le dichiarazioni erano state poi confermate dall'imperatore Carlo VI.

La comunità non aveva consiglio particolare. In qualunque contingenza si convocava il consiglio generale,

le cui decisioni venivano eseguite dal sindaco, che alla data delle risposte era il primo estimato, Paolo Trolli.

 Il sindaco curava la suddivisione dei gravami pubblici e ogni altro pubblico interesse.

Lo stesso, dietro un compenso di 50 lire all'anno, svolgeva anche le funzioni di cancelliere

e conservava nella sua abitazione le scritture del comune.

 Il comune non disponeva di procuratore né agente a Milano e in caso di necessità faceva ricorso al sindaco provinciale,

 residente a Luino. Le anime collettabili e non collettabili erano circa 664, di cui 554 collettabili e 110 non collettabili.
 

Due sono gli avvenimenti storici importanti nel passato di Viconago,

che nell'Alto Medioevo ebbe fama di essere uno dei luoghi

più prosperi dell'odierna provincia.
Il primo episodio risale al 1449 quando Giovanni della Noce,

 allora governatore di Como, saccheggiò e distrusse il paese

con la complicità del Marchese di Crotone da cui gli abitanti di Viconago

"dipendevano" (dopo il passaggio dei territori della Valmarchirolo

nel feudo della Pieve di Travaglia, concesso da Filippo Maria Visconti

ai Conti Rusca nel 1438). Il Marchese di Crotone pagò il tradimento e venne ucciso

da un sicario al soldo dei viconaghesi.
Il secondo episodio riguarda un gravissimo incendio di data incerta (1340 o 1540),

che distrusse quasi completamente l'abitato dell'odierna Viconago.